Vetrina: 5/6/7/8/13

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Tipologia: monumento funerario

Datazione: 1944 (1944-1944)

Materia e tecnica: marmo bianco inciso

Dimensioni: cm. 101 x 51 x 9,30; plinto: cm. 50 x 39 x 39

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 12 (Lightbox)

Connotazione culturale:

Monumento funerario a ricordo della sepoltura provvisoria (cortile della Misericordia) delle vittime dell’eccidio del Duomo fatto realizzare dall’Arciconfraternita della Misericordia nel luglio del 1944.

Tipologia: cassetta

Datazione: 1944 (1944-1944)

Materia e tecnica: Legno

Dimensioni: cm. 79 x 36 x 34; sporta: cm. 43 x 33 x 10

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 13 (cassetta in legno)

Connotazione culturale:

Cassetta appartenente a Mario Rossi e contenente vari oggetti e documenti riconducibili alla lotta partigiana. In particolare, una sporta in paglia utilizzata da Giorgio Morelli per portare generi alimentari al padre, datosi alla macchia, tre riproduzioni di certificati di patriota conferiti a Gino Biondi, Raffaello Gabbanini e Pietro Falaschi, un documento di convocazione del CNL e dell’AMG per la consegna dei certificati di patriota (proprietà Archivio Storico Comunale), alcune riproduzioni di documenti sulle attività di gruppi di partigiani operanti nel comune di San Miniato rinvenuti nell’archivio della Fattoria di Sassolo a La Serra.

Tipologia: borsa portadocumenti

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Materia e tecnica: pelle marrone con bottoni in ferro

Dimensioni: cm. 28 x 21

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Borsa portadocumenti in pelle marrone appartenuta al tenente Omero Della Maggiore.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nell’esercito italiano ed inviato in Russia, col grado di Tenente. Nonostante la disfatta dell’ARMIR, riuscì a rientrare. Tuttavia dopo l’8 settembre fu condotto in Germania, ma da qui riuscì comunque a tornare in Italia. Sfollato assieme alla famiglia a San Miniato, la mattina del 22 luglio 1944, rimase ucciso nei pressi del retro del Convento di San Domenico da un ordigno sparato dall’artiglieria americana (lo stesso cannoneggiamento che determinò anche la strage del Duomo). Nell’informativa del Sindaco di San Miniato del 22 novembre 1946 viene specificato che lo scoppio di granata avvenne mentre fuggiva per sottrarsi alla cattura di soldati tedeschi che lo inseguivano e quindi la di lui morte è avvenuta per rappresaglia.

Tipologia: cuffia da pilota

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Materia e tecnica: pelle marrone - alluminio

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: vetrina 5

Connotazione culturale:

Parte dell’equipaggiamento militare dell’aviatore sanminiatese Carlo Chelli, costituita da una cuffia della Regia Aviazione e da una gavetta.

Tipologia: pubblicazione a stampa

Autore: Pier Giovanni Messerini

Datazione: 2005 (2005-2005)

Materia e tecnica: carta stampata

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Pubblicazione delle memorie del reduce dell’Armir (Armata italiana in Russia) Pier Giovanni Messerini, cittadino di San Miniato.
La partecipazione italiana alla guerra sul fronte orientale, tra tutte le campagne del Regio Esercito nella guerra dell’Asse, è sicuramente quella che negli anni ha prodotto un
maggior numero di memorialistica. La campagna di Russia causò le perdite maggiori di
tutta la guerra italiana dal ’40 al ‘43, in cifre assolute e in rapporto agli effettivi impegnati.

Tipologia: Decorazione di guerra

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Materia e tecnica: rame battuto - ferro battuto

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Si tratta di decorazioni al merito e al valore, italiane e tedesche, conferite al capitano Angiolo Cheli. In particolare, una croce di ferro di seconda classe (decorazione tedesca), dell’anno 1939, due croci al merito del Regno d’Italia, una croce al valor militare del Regno d’Italia. La croce al merito di guerra del Regno d’Italia era conferita a militari e militarizzati cui fosse stato riconosciuto il servizio per almeno cinque mesi in zona di guerra; che avessero riportato ferite o mutilazioni in combattimento; che si fossero distinti in operazioni di notevole importanza; se marittimi, che avessero compiuto un periodo di navigazione della durata di almeno cento giorni; se appartenenti al personale di volo, che avessero compiuto complessivamente almeno sessanta ore di volo in zona di guerra.
La croce al valor militare del Regno d’Italia era conferita per «ricompensare coloro che hanno tenuto nello svolgimento delle operazioni belliche, sia terrestri e marittime ed aeree, una condotta militare che li renda degni di pubblico encomio» (regio decreto 7 gennaio 1922, n. 195).
La croce di ferro di seconda classe era consegnata per il coraggio dimostrato in combattimento.

Tipologia: Fotografia

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Materia e tecnica: Stampa fotografica in bianco e nero

Dimensioni: cm. 10 x 15

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Fotografia non datata di Angiolo Cheli in divisa del Regio esercito italiano.

Tipologia: Fotografia

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Materia e tecnica: Stampa fotografica in bianco e nero

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Fotografia non datata di Omero Della Maggiore in uniforme da tenente del Regio Esercito Italiano.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nell’esercito italiano ed inviato in Russia, col grado di Tenente. Nonostante la disfatta dell’ARMIR, riuscì a rientrare. Tuttavia dopo l’8 settembre fu condotto in Germania, ma da qui riuscì comunque a tornare in Italia. Sfollato assieme alla famiglia a San Miniato, la mattina del 22 luglio 1944, rimase ucciso nei pressi del retro del Convento di San Domenico da un ordigno sparato dall’artiglieria americana (lo stesso cannoneggiamento che determinò anche la strage del Duomo). Nell’informativa del Sindaco di San Miniato del 22 novembre 1946 viene specificato che lo scoppio di granata avvenne mentre fuggiva per sottrarsi alla cattura di soldati tedeschi che lo inseguivano e quindi la di lui morte è avvenuta per rappresaglia.

Tipologia: Lettera

Autore: Omero Della Maggiore

Datazione: 1943-1944 (1943-1944)

Materia e tecnica: manoscritto

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Missive scritte e ricevute dal tenente Omero Della Maggiore durante il suo periodo di prigionia in Germania (1943-1944).
Omero Della Maggiore di Tancredi [Santa Croce sull’Arno, 1916 – San Miniato, 22 luglio 1944], residente a Staffoli nel Comune di Santa Croce sull’Arno, coniugato con Rossi Anna Maria. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nell’esercito italiano ed inviato in Russia, col grado di Tenente. Nonostante la disfatta dell’ARMIR, riuscì a rientrare. Tuttavia dopo l’8 settembre fu condotto in Germania, ma da qui riuscì comunque a tornare in Italia. Sfollato assieme alla famiglia a San Miniato, la mattina del 22 luglio 1944, rimase ucciso nei pressi del retro del Convento di San Domenico da un ordigno sparato dall’artiglieria americana (lo stesso cannoneggiamento che determinò anche la strage del Duomo). Nell’informativa del Sindaco di San Miniato del 22 novembre 1946 viene specificato che lo scoppio di granata avvenne mentre fuggiva per sottrarsi alla cattura di soldati tedeschi che lo inseguivano e quindi la di lui morte è avvenuta per rappresaglia.

Tipologia: pacchetto di medicazione

Datazione: 1939-1943 (1939-1943)

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione In Guerra

Collocazione specifica: Vetrina 5

Connotazione culturale:

Pacchetto di medicazione e garza di mussola idrofila del Regio Esercito Italiano.

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