Vetrina: 1/2/3/4/14

I materiali esposti nelle vetrine, le video-interviste e le foto raccontano aspetti della vita durante il regime, i protagonisti locali, il sistema educativo fascista e le varie forme di antifascismo.

Tipologia: Bustina

Datazione: 1922-1944 (1922-1944)

Materia e tecnica: Lana nera - canutiglia dorata

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 1

Connotazione culturale:

Bustina facente parte della divisa di iscritto al Partito Nazionale Fascista.

Tipologia: Camicia nera

Datazione: 1922-1944 (1922-1944)

Materia e tecnica: cotone nero

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 1

Connotazione culturale:

Elemento della divisa da iscritto al Partito Nazionale Fascista.

Tipologia: cartoncino di propaganda

Datazione: 1938 (1938-1938)

Materia e tecnica: cartoncino stampato

Dimensioni: cm. 22 x 15

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 1

Connotazione culturale:

Cartoncino di propaganda fascista che invita alla modifica delle abitudini nelle formule di cortesia nelle relazioni sociali. Stampato a Bologna dalla Tipografia Cantelli, Via Indipendenza 116. La disposizione fascista per l’eliminazione della formula del “lei” e l’introduzione obbligatoria del “voi” risale al 1938.

Tipologia: pubblicazione a stampa

Datazione: 1938-1939 (1938-1939)

Materia e tecnica: carta stampata

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 1

Connotazione culturale:

La difesa della razza fu un quindicinale italiano diretto fin dal primo numero (5 agosto 1938) da Telesio Interlandi e venne stampato, con cadenza regolare, fino al 1943 (l’ultimo numero, il 117º, risulta uscito il 20 giugno 1943) dalla casa editrice Tumminelli di Roma. Esso fu il principale strumento antisemita del regime fascista, destinato a promuovere le leggi razziali fasciste.
L’anno sulla copertina decorse dalla marcia su Roma (28 ottobre 1922). Nel corso degli anni le pagine della rivista diminuirono progressivamente a causa della mancanza di utili derivanti dalla vendita del periodico: il rotocalco raggiunse un numero massimo di sessantaquattro pagine (nei numeri destinati agli approfondimenti) e uno minimo di quattro nel numero del 5 aprile 1943, consegnato alle stampe incompleto (se si considera la numerazione delle pagine interne avrebbe dovuto raggiungere almeno la ventina di pagine). La difesa della razza proponeva dei resoconti infondati e delle idee prive di fondamento sostenenti la superiorità della “razza ariana” alla quale gli italiani sarebbero dovuti appartenere.[4] La rivista ebbe anche lo scopo di fomentare le paure dei lettori su delle presunte “contaminazioni biologiche” che sarebbero avvenute qualora gli italiani si fossero riprodotti assieme alle “razze inferiori” (con le quali l’Italia imperiale era venuta in quell’epoca a contatto).
Nelle pubblicazioni furono esaltate molte teorie del complotto completamente prive di fondamento e il più delle volte già smentite, come quella dei Protocolli dei Savi di Sion (un falso documentale, diffuso agli inizi del XX secolo dalla polizia segreta zarista col preciso intento di diffondere l’antisemitismo verso gli ebrei nell’Impero russo, il quale vedeva gli ebrei e i massoni coinvolti in un diabolico piano per il dominio del mondo).
Gli articolisti trattarono anche, in chiave minore, il tema dell’omosessualità, etichettandola come un qualcosa che “viola le leggi della natura” e il comunismo (o bolscevismo) ritenuto come una delle principali sciagure dell’umanità.

Tipologia: Lettera

Datazione: 3 novembre 1938 (1938-1938)

Materia e tecnica: Dattiloscritto

Dimensioni: cm. 15 x 20

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 1

Connotazione culturale:

Lettera dattiloscritta firmata dal podestà di San Miniato indirizzata alla Regia Prefettura di Pisa. Nella lettera informativa il Podestà rassicura la Prefettura sulla regolare vendita in San Miniato della rivista “La difesa della razza”. Il podestà informa che le copie vendute settimanalmente sono quindici, passibili di aumento prossimo. Informa altresì che è stata fatta abbonare alla rivista la Biblioteca Comunale ed è stato inviato un invito all’abbonamento alla locale Cassa di Risparmio.

Tipologia: Banco da calzolaio

Datazione: prima metà sec. XX (1900-1945)

Materia e tecnica: Legno

Dimensioni: cm. 58 x 58 x 59

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 14 (Banchetto da calzolaio)

Connotazione culturale:

Banco da calzolaio appartenuto a Giuseppe Gori, personaggio eminente dell’Antifascismo locale e dell’organizzazione della lotta partigiana.

Tipologia: cartolina postale propagandistica

Datazione: 1926-1937 (1926-1937)

Materia e tecnica: cartoncino stampato

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 2

Connotazione culturale:

Fondata nel 1926, L’Opera Nazionale Balilla confluisce nel 1937 nella Gioventù Italiana del Littorio. Le cartoline propagandistiche venivano emesse regolarmente dall’Opera, tutte inneggianti al fascismo e molte firmate da validi artisti, per la maggior parte seguaci della corrente futurista. La prima cartolina celebra la Giornata del Balilla ed è stampata per il Comitato provinciale di Catanzaro, la seconda è celebrativa del moschetto “Balilla” e della fabbrica nazionale di armi produttrice del medesimo.

Tipologia: fez

Datazione: 1926-1937 (1926-1937)

Materia e tecnica: Lana nera - canutiglia dorata

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 2

Connotazione culturale:

Fez da caposquadra Opera Nazionale Balilla. L’Opera, fondata nel 1926, venne assorbita dal 1937 dalla Gioventù italiana del Littorio.

Tipologia: Lapide

Datazione: 14 maggio 1921 (1921-1921)

Materia e tecnica: marmo bianco di Carrara inciso e annerito a cera

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 2

Connotazione culturale:

Nato a Montaione il 4 giugno 1882, Umberto Pontanari era sposato e padre di due figli. Reduce dalla Prima Guerra Mondiale, aderì al fascismo prendendo parte alle azioni squadriste nel territorio sanminiatese e nei comuni limitrofi. Durante una di queste operazioni, vista la richiesta di intervento urgente proveniente da Isola, una camionetta di squadristi si precipitò da San Miniato verso la pianura. Nel viaggio la camionetta che trasportava gli squadristi si ribaltò, avendo preso una curva a forte velocità nei pressi del cimitero di San Lorenzo a La Scala. Vi furono una quindicina di feriti e un morto: Umberto Pontanari. Tutto questo accadeva nella notte fra il 14 e il 15 maggio 1921. Il 27 agosto 1922 venne organizzata presso La Scala un’ampia adunanza di tutti i “fasci” locali, ovvero di tutte le diramazioni di cui si componeva l’organizzazione del partito fascista nella zona. Nell’occasione venne inaugurata la “sede rionale” (in pratica la casa del fascio) all’estremità sud-occidentale dell’attuale Piazza Trieste e scoperta una lapide commemorativa, dedicata ad Umberto Pontanari, nel luogo ove accadde l’incidente. La lapide dopo alcuni decenni di oblio è stata ritrovata nel 2017, dissepolta dal giardino di Palazzo Roffia (sede della Misericordia di San Miniato) dove era stata gettata. Nel lessico del ventennio, Pontanari era stato celebrato come un “martire” della rivoluzione fascista, forzando di parecchio il significato di quel termine. Come abbiamo visto in precedenza, in realtà Pontanari rimase vittima di un incidente stradale e non di un’offesa alla sua persona in quanto fascista o squadrista.

Tipologia: Locandina

Datazione: 1927 (1927-1927)

Materia e tecnica: cartoncino stampato

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Regime Educazione Antifascismo

Collocazione specifica: Vetrina 2

Connotazione culturale:

Fac-simile di Locandina per uno spettacolo teatrale- Trattenimento famigliare organizzato da e a sostegno del Gruppo Balilla di San Miniato in data 8 maggio 1927 presso i locali dell’Arciconfraternita della Misericordia di San Miniato. Lo spettacolo aveva il seguente programma: Il ritorno di Balilla, visione in un atto di G. Delli; Edgardo e la sua cameriera, commedia brillante in due atti; Agenore e l’indeciso, scherzo comico in un atto. Intermezzi musicali a cura dell’Orchestrina giovanile. L’originale del documento è conservato presso l’Arciconfraternita della Misericordia di San Miniato.

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