Vetrina: 10

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Tipologia: scultura

Autore: Enzo Giani

Datazione: 1969 (1969-1969)

Materia e tecnica: filo spinato

Dimensioni: cm. 48 x43

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 10

Connotazione culturale:

La scultura è realizzata con filo spinato proveniente dalle trincee del Col di Lana, teatro di sanguinose battaglie nel corso della Grande Guerra.

Tipologia: Dipinto

Autore: Enzo Giani

Datazione: 1956 (1956-1956)

Materia e tecnica: olio su masonite

Dimensioni: cm. 68 x118

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 10

Connotazione culturale:

Il dipinto, raffigurando le pendici del colle centrale di San Miniato senza la Torre Federiciana, allude al sentimento della perdita seguente i tragici eventi del secondo conflitto mondiale. Il principale evento implicitamente evocato nel dipinto è la distruzione della torre federiciana, operata dall’esercito tedesco nel luglio del 1944.

Tipologia: Fotografia

Datazione: 1942-1944 (1942-1944)

Materia e tecnica: Stampa fotografica in bianco e nero

Dimensioni: cm. 11 x16

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 10

Connotazione culturale:

Fotografia relativa alla stazione di San Miniato con un gruppo di ferrovieri tra i quali si riconosce, a destra, Enzo Giani.

Tipologia: quaderno

Autore: Enzo Giani

Datazione: 1943-1946 (1943-1946)

Materia e tecnica: carta a quadretti rilegata con copertina nera

Dimensioni: cm. 15 x10

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 10

Connotazione culturale:

Quaderni di diario di Enzo Giani degli anni 1943-1946.

Tipologia: pubblicazione a stampa

Autore: Enzo Giani

Datazione: 2003 (2003-2003)

Materia e tecnica: carta stampata

Dimensioni: cm. 24

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 10

Connotazione culturale:

Pubblicazione a stampa relativa ai diari di Enzo Giani redatti negli anni 1942-1944.

Tipologia: faro

Autore: Mario Caponi

Datazione: 1928-1944 (1928-1944)

Materia e tecnica: ferro dipinto con colori ad olio

Dimensioni: cm. 28 18

Museo: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Sede: MuMe - Museo della Memoria di San Miniato

Ubicazione: Sezione Smarrimento

Collocazione specifica: Vetrina 9

Connotazione culturale:

Si tratta di uno sportello metallico relativo al cosiddetto Faro Votivo, istallato sulla Rocca di San Miniato nel 1928 in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. L’iniziativa fu promossa da un comitato cittadino composto di varie associazioni, Orfani, Madri e Vedove di Guerra, il Comitato della Cappella Votiva e la Misericordia. Per finanziare l’installazione fu promossa una Lotteria Nazionale, che, grazie al successo ottenuto, fornì il denaro necessario per il faro e per l’acquisto di un’autoambulanza e della sede della Misericordia. Il faro fu posizionato nel 1928 dove rimase fino al 23 luglio del 1944, quando la rocca fu demolita dai tedeschi in ritirata. Il Canonico Galli-Angelini, nel suo diario tenuto durante i difficili giorni del passaggio del fronte, riferisce del posizionamento delle mine in Rocca e dell’esplosione che la distrusse in questi termini:
“Giovedì 20 luglio 1944
E’ già stato fatto l’impianto elettrico per far esplodere le mine messe in Rocca. Un filo elettrico tinto di minio dalla Piazza del Seminario, per le scale della Loggetta, il prato del Duomo lungo le Sagrestie, è portato alla Torre”.
“Domenica 23 luglio 1944
Nella tarda sera i tedeschi, prima di lasciare San Miniato, compirono l’ultima distruzione di molte case e palazzi ed infine circa le ore 22,30 fecero brillare le mine poste nella rocca, che con grande fragore crollò all’istante. Prima si udì un grande scoppio seguito da un boato e da un grande bagliore, quindi una nube nera avvolse la collina. Quando essa si fu dileguata la rocca non c’era più. Così mi ha narrato uno spettatore che si trovava a Scacciapuce, verso i Cappuccini. (…)”.
La torre, ricorda Mario Caponi, sanminiatese classe 1923, nel suo diario, fu minata dall’interno. L’esplosivo fu collocato a piano terreno e fece crollare la rocca su se stessa, anche se molte macerie caddero a valle, andando a ostruire parzialmente viale 24 maggio e viale Don Manzoni, cioè la strada che da San Francesco conduce in piazza del Duomo.
Mario Caponi recatosi sul luogo della Rocca, la mattina di martedì 25 luglio 1944, riuscì a recuperare uno sportello del “Faro”. Nei giorni successivi, “per non impazzire” (secondo le sue stesse parole), dipinse con pittura ad olio il frammento metallico che raccolse quel giorno. Il filo in plastica di color arancio, attaccato allo sportello, è un frammento di quel “filo tinto di minio” di cui parla il Canonico Galli-Angelini.

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