L’età romana e la tarda antichità

Con la centuriazione del Valdarno anche l’area di S. Genesio viene rioccupata. In particolare si costruisce un edificio in pietra legata da calce, di cui sono rimaste alcune fondazioni e una fossa per l’alloggiamento di un grande contenitore in ceramica (dolium).

Potrebbe trattarsi di una fattoria, di una parte di una stazione di posta, oppure degli annessi di una villa produttiva, la cui parte residenziale potrebbe trovarsi ad ovest, nel campo adiacente all’area dello scavo. La struttura vive fino alla metà del VI sec. d.C.

Potrebbe trattarsi di una fattoria, di una parte di una stazione di posta, oppure degli annessi di una villa produttiva, la cui parte residenziale potrebbe trovarsi ad ovest, nel campo adiacente all’area dello scavo. La struttura vive fino alla metà del VI sec. d.C.

Con la centuriazione del Valdarno, della fine del I sec. a.C., la pianura fu suddivisa, tramite fossi e strade, in lotti di terreno agricolo di circa 700 m. per lato (detti centuriae), assegnati dai romani ai coloni, spesso veterani di guerra.

Le ceramiche da mensa e cucina, oltre alle merci trasportate in anfore (vino, olio, salse di pesce), dimostrano come il sito fosse inserito nei traffici commerciali che lo collegavano alle aree ispaniche, galliche, nordafricane e mediorientali. Nella prima età imperiale arrivavano vino italico, gallico e forse africano, prodotti abase di pesce africani e iberici, oltre a olio africano e iberico. Dall’area tunisina veniva anche importato vasellame da mensa e cucina. A partire dal IV sec. d.C. giunsero a S. Genesio ceramiche da mensa del sud della Gallia e vino orientale, mentre cessarono le importazioni di prodotti iberici.

Grazie alla posizione favorevole del sito, l’afflusso di moneta risulta costante dalla fine dell’età repubblicana fino a tutta l’età imperiale. I ritrovamenti si intensificano a partire dal IV sec. d.C. quando, in seguiro alle riforme monetarie di Diocleziano e dei suoi successori, la moneta in bronzo si riduce nel peso e nelle dimensioni, aumentando però in quantità di circolante. Oltre centosettanta esemplari mostrano la vivacità economica di S. Genesio tra IV e VI sec. d.C. Alcune monete ostrogote (fra cui due esemplari d’argento di Alarico) e bizantine furono smarrite verosimilmente entro la prima metà del Vi sec. d.C.

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