L’età longobarda

L’età longobarda: la prima età longobarda – il centro fortificato di prima metà VII secolo – il Vicus Wallari e la chiesa di San Genesio (seconda metà VII – VIII secolo)

Gli anni della guerra greco gotica segnano la crisi e l’abbandono delle strutture romane, sui resti delle quali, dalla seconda metà del VI secolo d.C., viene impiantata una grande necropoli. Questa necropoli è caratterizzata da un piccolo nucleo di tombe a cappuccina, un gran numero di tombe a fossa terragna semplice o con elementi di testata ai lati corti o di rivestimento, come embrici o pietre. Le tombe sono tutte singole ad eccezione di una che conteneva due bambini. L’uso dell’inumazione al posto dell’incinerazione si era diffuso in quest’area dal II secolo d.C. Si susseguono diverse fasi in cui le tombe cambiano orientamento. In alcune di esse sono stati rinvenuti oggetti di corredo, come monete e pettini in osso. L’usanza di deporre una o più monete assieme al defunto ha origini assai remote. In una delle tombe della necropoli, ad esempio, i familiari avevano collocato un piccolo gruzzolo di monete di bronzo databili tra la seconda metà del IV ed il VI secolo d.C., che riflettono la circolazione monetaria contemporanea.

Le ceramiche da mensa e le merci trasportate in anfore (vino e olio) provengono solo dall’area tunisina e dalle coste occidentali della Turchia, dimostrando una contrazione della circolazione delle merci.

A partire dall’inizio del VII secolo si torna a costruire: è realizzata una torre in muratura, circondata da edifici in legno e terra; alcuni sono dotati di focolari e uno di essi era costituito da un dolium interrato. Tra le attività attestate archeologicamente troviamo ora la produzione del ferro e la lavorazione del bronzo. Lo dimostrano il rinvenimento di alcuni frammenti di ematite e dei resti di un forno a pozzetto per la riduzione del minerale. Un frammento di crogiuolo in arenaria e due matrici in piombo per realizzare il modello di fusione per modani in lega di rame da sbalzo, ci suggerisono poi come si lavorasse anche il bronzo. Le ceramiche e le merci trasportate in anfore dimostrano, come per il secolo precedente, come si consumassero derrate provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

I reperti ceramici databili alla prima metà del VII secolo consentono di ricostruire il corredo di vasellame utilizzato nelle abitazioni in legno e terra. Si tratta di pentole e casseruole, testi per cuocere le focacce e di ceramica ingabbiata di rosso o priva di rivestimento per la mensa e la dispensa (ciotole, vasi a listello, piatti, catini, brocche e boccali).

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