L’età ellenistica e romana

La necropoli di Fontevivo (poco distante da S. Genesio), scoperta casualmente nel 1994, è databile tra la fine del IV secolo a.C. e la fine del II – inizi del I secolo a.C.; essa testimonia l’uso di cremare il defunto, i cui resti erano racchiusi in un’olla dotata di una ciotola-coperchio, deposta nella terra con vasellame ceramico e/o bronzeo da banchetto o con oggetti legati al mondo femminile (unguentari, specchi).

I luoghi della sepoltura erano segnalati da cippi a clava o statue, come quella femminile in marmo, acefala, che regge una melagrana nella mano sinistra, databile tra III e II secolo a.C., di provenienza sanminiatese, conservata al Museo Archeologico di Firenze. (Vetrina A)

I resti di una capanna con pareti fatte di ramaglie rivestite di argilla e copertura in paglia, oltre a vari frammenti di ceramica, databili tra la seconda metà del III e il II secolo avanti Cristo, ci parlano dell’occupazione e probabilmente dello sfruttamento agricolo della pianura posta ai piedi delle prime colline sanminiatesi. Non lontano dal sito doveva poi trovarsi un’area cimiteriale, di cui rimane un cippo a clava di marmo (carrello 1) con decorazione a bassorilievo, che aveva funzione di segnacolo. (Vetrina 1)

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