Dipinto raffigurante stemmi di famiglie nobili sanminiatesi, delle contrade del terziere di Castelvecchio e della città di San Miniato
Tipologia: affresco
Autore: Francesco Maria Galli Angelini
Connotazione culturale:
Pittura neogotica. Gli estremi del registro figurativo sono inquadrati dagli stemmi di Benedetto Mangiadori, Jacopo Appiani, Ludovico Gucci (sinistra), Giovanni Buonaparte, Antonio Buonaparte, Leonardo Buonaparte e della famiglia Buonincontri (destra). I due riquadri con le serie di tre stemmi fanno riferimento ad episodi della vita politica sanminiatese dopo la caduta della città entro il dominio fiorentino. In particolare si fa riferimento a due tentativi, rispettivamente del 1396 e del 1451, di recuperare a San Miniato l’indipendenza del libero comune. Gli episodi sono ricostruiti accuratamente da Giuseppe Rondoni in “Memorie storiche di San Miniato”, 1896, pp. 165-170, 173-175, fonte sicuramente utilizzata da Galli Angelini per la realizzazione del ciclo di affreschi.
Datazione: 1928 (1928)
Materia e tecnica: Tempera su intonaco
Soggetto: stemma, stemma famiglia Mangiadori, stemma famiglia Appiani, stemma famiglia Gucci, Città di San Miniato, Terzieri di San Miniato, Terziere di Castelvecchio, contrada della Pieve, contrada di Castelvecchio, contrada di S. Stefano, stemma famiglia Buonaparte, stemma famiglia Buonincontri, Jacopo Appiani, Benedetto Mangiadori, Ludovico Gucci, Giovanni Buonaparte, Antonio Buonaparte, Lionardo Buonaparte, animali
A sinistra della grande immagine centrale della Rocca si susseguono: al di sotto di una cornice architettonica ad archetti gotici, gli stemmi delle famiglie Mangiadori, Appiani (Pisa), Gucci, corredati da un’iscrizione sottostante esplicativa dell’impresa libertaria fallita nel 1396; inquadrato da due lesene decorate a motivi fitomorfi, lo stemma della città di San Miniato. A destra dell’immagine centrale della Rocca: i tre stemmi della contrada di Castelvecchio; gli stemmi delle famiglie Buonaparte e Buonincontri, corredati da un’iscrizione sottostante esplicativa dell’impresa libertaria fallita nel 1451. L’iscrizione relativa all’impresa del 1396 è la seguente: Alli 20 Febbraio 1396 in accordo con Jacopo d’Appiano / Signore di Pisa, Messer Benede.to Mangiadori con i sui figli / et Messer Ludovico Gucci ribellorno S. Minato ai fiorentini.
L’iscrizione relativa all’impresa del 1451 è la seguente:
Nel Dicembre 1451 per la libertà di S. Miniato con la fuga et il bando del- / la Repubbl.ca fiorent.na ebbero salva la vita Messer Giovanni et Antonio de / Buonaparte et il Buonincontri. Lionardo Buonaparte ebbe mozza la testa.
Numero inventario: ART 66/2
Bibliografia:
- Roani Villani, Roberta a cura di R. Roani Villani; L. Latini, La decorazione del Palazzo Comunale, fra arte, storia e restauro in San Miniato, immagini e documenti del patrimonio civico della città, Pisa 1998 (Contributo in volume)
- Giuseppe Rondoni, Memorie storiche di San Miniato, San Miniato 1896 (Monografia)
- AAVV, Palazzo Comunale, Signa 2009 (Monografia)
