Dipinto raffigurante stemmi, cimieri e animali araldici
Tipologia: affresco
Autori: anonimo, Galileo Chini
Connotazione culturale:
La decorazione della sala fa diretto riferimento alla funzione che ha svolto per secoli, quella di ospitare le riunioni delle magistrature locali. Tutte le superfici dell’ambiente sono decorate delle insegne e degli stemmi araldici dei funzionari che governarono la città. Le insegne araldiche oggi visibili, dipinte o scolpite, risalgono quasi tutte al XV secolo e sono quindi relative ai vicari della Repubblica di Firenze che all’epoca avevano giurisdizione politica e penale su san Miniato e il Valdarno inferiore.
Datazione: fine XIV secolo - prima metà XVI secolo; 1898 (1393-1898)
Materia e tecnica: Tempera su intonaco
Soggetto: animali araldici, aquila, arpia, cane, stemma, scudo, cimiero, elmo, drago, oca, leone, stemma di Giovanni Canigiani, stemma di Giovanni di Lorenzo di Lotto
Su un fondo blu a gigli d’oro, in alto, è raffigurato un grande cartiglio con iscrizione illeggibile sopra il quale è dipinto un lambello rosso a nove pendenti. Sotto il lambello sono rappresentati cinque stemmi; i tre al centro, rispettivamente con scudo crociato, giglio, aquila, sono più grandi dei due alle estremità. Al di sotto, la raffigurazione di cinque scudi-stemmi con cimiero, due dei quali scolpiti e dipinti. Come si evince dalle iscrizioni, il primo stemma scolpito, a sinistra, è relativo Giovanni Chanigani (Canigiani), vicario nel 1438, il secondo, a destra, a un Giovanni di Lorenzo di Lotto, vicario nel 1432.
Numero inventario: ART 65
Bibliografia:
- Roani Villani, Roberta a cura di R. Roani Villani; L. Latini, La decorazione del Palazzo Comunale, fra arte, storia e restauro in San Miniato, immagini e documenti del patrimonio civico della città, Pisa 1998 (Contributo in volume)
