Dipinto raffigurante la Madonna che allatta il Bambino attorniata dalle Virtù teologali e cardinali

Tipologia: affresco

Connotazione culturale:

L’affresco è attribuito al pittore Cenni di Francesco. Già Boskovits, tuttavia, supponeva, per le figure delle Virtù, l’intervento del cosiddetto Maestro della Madonna Lazzaroni che già aveva lavorato con Cenni di Francesco (Cappella Gianfigliazzai, Santa Trinita, Firenze) e di cui probabilmente era allievo. Il dipinto rappresenta il primo caso in cui le virtù teologali e cardinali sono rappresentate assieme. Venne commissionato, come si evince dagli stemmi in cornice e dall’iscrizione sottostante, dal vicario fiorentino Guicciardini, forse Luigi, a memoria del suo operato politico nella città di S. Miniato. La pittura di Cenni di Francesco ed eventualmente quella del Maestro della Madonna Lazzeroni, pittori fiorentini, risente in questo caso di influssi anche senesi nell’impostazione iconografica della Madonna col Bambino, che richiama da vicino le Madonne del Latte di Ambrogio Lorenzetti, e nell’impostazione concettuale dell’affresco corredato da testo poetico, che richiama le esperienze di Simone Martini e di Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena.

Datazione: 1393 (1393)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Soggetto: ampolle, bambino Gesù, bilancia, croce, Madonna, Virtù cardinali, Virtù teologali, fiamma - cuore, volto santo, spada, specchio, elmo, stemma, Guicciardini

Il dipinto è inserito all’interno di una spessa cornice a fiorami, alla cui sommità spiccano tre stemmi araldici della famiglia Guicciardini. Al centro la Madonna, in trono, che allatta il bambino Gesù. La Madonna indossa una veste bianca a fiori rossi ed un mantello azzurro; il Bambino, nudo, è avvolto da un manto rosso. In alto, le tre virtù teologali con i rispettivi attributi. A sinistra della Madonna, la Giustizia, con spada e bilancia, e la Prudenza, con specchio e testa bifronte (il retro con volto maschile barbato); a destra della Madonna, la Temperanza, con le ampolle dell’acqua e del vino, e la Fortezza, con elmo e mazza ferrata?. In basso l’iscrizione esplicativa del dipinto:
Quanto fur l’opre sue perfecte e sante / Ti dimostran, lector, le sette donne, / Del regimento suo ferme cholonne, / Chel fan d’eterna fama trionfante. / Esempio prenda chi verrà davante / Del gran guadagno che secho portonne, / che i cuor delli uomini tucti et de le donne / Volle, né giammai tolse un vil bisante. / E nel novanta tre dopol trecento / Et mille, resse sì il Vicariato, / Che ciaschun fu da lui sempre contento. / In pace tenne tucti et in buon stato; / Fu in sua chorte ciascun vitio spento, / Tenendo le virtù che vedi, a lato. / Onde sempre obbligato / Gliè ciascheduno, et grandi et piccolini, / E per suo amore, a tucti i Guicciardini. Sotto l’iscrizione il lambrì a finto marmo in tre riquadri rettangolari.

Numero inventario: ART 49

Bibliografia:

  • Boskovitz, Miklos, Pittura fiorentina all'inizio del Rinascimento, Firenze 1975 (Monografia)
  • Bellosi, Luciano, Come un prato fiorito. Studi sull'arte tardogotica, Milano 2000 (Monografia)
  • Roani Villani, Roberta a cura di R. Roani Villani; L. Latini, La decorazione del Palazzo Comunale, fra arte, storia e restauro in San Miniato, immagini e documenti del patrimonio civico della città, Pisa 1998 (Contributo in volume)
  • Fiumalbi, Francesco, Madonna in trono con Bambino circondata dalle Virtù Cardinali e Teologali. Nuovi spunti di ricerca in Bollettino dell'Accademia degli Euteleti, 2011 (Contributo in rivista)
  • Matteoli, Anna, Tesori di arte antica a San Miniato, Genova 1979 (Monografia)
  • AAVV, Palazzo Comunale, Signa 2009 (Monografia)