Cripta della Pieve di San Genesio - Vicus Wallari

Tipologia: Cripta

Connotazione culturale:

Dalla seconda metà del VI secolo l’area ospita un borgo strutturato con case in terra e legno, a vocazione artigianale ma ben inserito nella rete di traffici dell’epoca, considerata la presenza di manufatti e monete da tutto il Mediterraneo e la sua posizione lungo assi itinerari fondamentali nella Toscana del Medioevo, prime fra tutte la strada Nord-Sud corrispondente alla Via Francigena e la strada Est-Ovest che univa Pisa con Firenze, asse che probabilmente ricalcava in buona parte la precedente via consolare romana, situata probabilmente più vicino al fiume. È questo il Vicus Wallari menzionato per la prima volta in un documento del 715, posto verosimilmente sotto il controllo di un nobile longobardo di nome Wallar, forse un funzionario della corte lucchese, che conferisce il nome a1l’abitato. Tra la fine del VI e il VII secolO Kfcxs Wallari si configura come un nodo centrale, strettamente legato a Lucca, nella maglia insediativa del Valdarno, che assomma in sé funzioni strategico-militari, economiche e religiose.
Verso la fine del VII secolo viene costruita una chiesa triabsidata, orientata in senso Est-Ovest, intorno a cui si dispongono numerose sepolture: la chiesa viene in seguito sostituita da un nuovo edificio a tre navate eretto alla metà dell’VIII e promosso a pieve battesimale, come ricordato in un documento del 763. Si tratta probabilmente di un intervento del vescovo di Lucca mirato a consolidare il suo potere in questo tratto del Valdarno.
Nel corso del X secolo il nome del borgo muta da Vicus Wallari in San Genesio. Il suo ruolo primario lungo la via Francigena è confermato dal1’Itinerario di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, il quale sulla via che da Roma lo riconduceva in Inghilterra, nel 990 o 994 sostò nel borgo S.ce Dionisii, è noto inoltre che nel 1191 il re di Francia Filippo II vi sostò al ritorno dalla terza crociata.
Nella prima metà del1’XI secolo la chiesa viene completamente riedificata, dotata di una canonica, di una cripta con colonne e di un notevole apparato architettonico e decorativo. Intorno al 1064 viene eretto un chiostro lungo il lato nord della chiesa.

Datazione: XI - XIII sec. d.C. (1000-1248)

Materia e tecnica:

Soggetto: San Genesio, cripta, abside

Si tratta di struttura triabsidata, pavimentata con uno spesso strato di cocciopesto, del tipo a oratorio con copertura a volte a crociera con costoloni, intonacate e sostenute da 16 colonne di arenaria con collarino e base trapezoidale; 10 di queste colonne erano inserite nelle murature perimetrali della cripta. Sulle colonne, monolitiche con base tronco-piramidale, anch’esse intonacate, erano posti capitelli ad abaco quadrangolare, con decorazione ad archetti ciechi. Lungo i muri perimetrali della cripta fu realizzata una panca in muratura intonacata e rivestita di un sottile strato di cocciopesto. L’accesso alla cripta era garantito da due scalinate laterali con gradini in pietra arenaria, di cui una sola portata in luce, che conserva ancora i fori di alloggiamento dei cardini del cancello. Al centro de11’abside maggiore della cripta era collocata una struttura in muratura di forma parallelepipeda (1,60•0,90 m.), realizzata con bozze squadrate di arenaria, orientata est- ovest e forse preceduta da un gradino: si tratta probabilmente della riproduzione di un sarcofago destinato a conservare le reliquie di san Genesio ma vi è anche la possibilità che le reliquie si trovassero sigillate dalla stessa struttura in muratura, al di sotto del piano pavimentale. I paramenti murari della cripta sono caratterizzati da bozze di arenaria squadrate a corsi orizzontali intonacate. La cripta è poi dotata di un sistema di canalette funzionali allo smaltimento delle acque che, specie nel periodo invernale, quando la falda acquifera saliva sopra il livello del pavimento, dovevano allagare la cripta facendosi strada proprio nei punti in cui le basi delle colonne si innestavano nel cocciopesto.

Numero inventario: AA1

Bibliografia:

  • F. Cantini F. Salvestrini a cura di F. Cantini F. Salvestrini, Atti della giornata di studio (San Miniato, 1 Dicembre 2007), Collana Biblioteca del Centro di Studi sulla Civiltà del Basso Medioevo San Miniato, 3, Firenze. in Vico Wallari-San Genesio. Ricerca storica e indagini archeologiche su una comunità del Medio Valdarno inferiore fra Alto e pieno Medioevo, Firenze 2010 (Contributo in atti di convegno)
  • F. CANTINI, J. BRUTTINI, M.P. BUONINCONTRI, S. BUONINCONTRI, B. FATIGHENTI, F. INSERRA, A. PECCI., S. SERUGERI, Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Toscana, 3/2007, 2008, pp. 558-564., (Contributo in rivista)
  • F. CANTINI, B. FATIGHENTI, Milliarium in Indagini archeologiche nel sito di S. Genesio: nuovi dati dalle campagne 2005- 2006, 2008 (Contributo in rivista)
  • F. Cantini, Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Toscana, 2007 ()
  • , La pieve e il borgo di S. Genesio.’ primi risultati delle indagini archeologiche 2001- 2004 in Milliarium, 2007 ()
  • F. Cantini, La chiesa e il borgo di San Genesio (San Miniato, Pisa): quinta campagna di scavo (giugno-agosto 2005) in Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Toscana, 2006 (Contributo in rivista)
  • F. Cantini a cura di R. Francovich; M. Valenti, Progetto Archeologia dei Paesaggi Medievali. Relazione Progetto (2001-2004), Siena, 2005, pp. 163-174, Siena 2005 (Contributo in volume)

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