La ricostruzione della Torre

La torre attuale e il parapetto in mattoni che la circonda sono frutto di una integrale ricostruzione post bellica guidata dall’architetto Renato Baldi e dall’ingegnere Emilio Brizzi.

Per restituire ai sanminiatesi il simbolo della loro città, che sembrava irriconoscibile da chi percorreva la valle sottostante, il lavoro fu svolto con grande attenzione storico-scientifica, cercando di aderire il più possibile, non solo per la forma e le dimensioni, ma anche per la tecnica muraria, all’originale ducentesco. Lo scarto dimensionale tra l’originale e la ricostruzione si aggira intorno ai 15 – 20 centimetri su quasi trenta metri di altezza totale. Iniziata nel 1956, la ricostruzione venne ultimata nella primavera del 1958. Spinti dalla volontà di rendere la torre interamente fruibile ai visitatori, l’architetto Baldi e l’ingegner Brizzi ricostruirono, sulla scorta delle testimonianze raccolte, anche il sistema interno di scale in rovere che, sebbene per motivi di pubblica sicurezza non è identico all’originale, consente di raggiungere comodamente sia la terrazza, sia di spingersi nel sottosuolo per poter ammirare le antiche fondazioni dell’edificio, la cui parziale ricostruzione venne effettuata reimpiegando materiali originali.

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