Il Faro della Rocca

Il Canonico Galli-Angelini, nel Bollettino dell’Accademia degli Euteleti n. 24, del 1947 ricorda un singolare manufatto: “Dopo la Guerra del 1915-18 sulla sommità della Rocca venne posto un faro girevole che ogni sera, lanciando il suo potente fascio di luce dal Monte Pisano al Monte Albano sulla vallata dell’Arno e sulle colline che corrono, bellissime, da San Gimignano a Volterra, ricordava alle tante genti che popolano la zona il sacrificio di chi tutto aveva donato alla Patria”.

Si trattava di un faro “votivo” scelto quale monumento ai caduti da un comitato cittadino composto da diverse associazioni: Orfani, Madri e Vedove di Guerra, il Comitato della Cappella Votiva e la Misericordia. Per finanziare l’installazione fu promossa una Lotteria Nazionale, che, grazie al successo ottenuto, fornì il denaro necessario per il faro e per l’acquisto di un’autoambulanza e della sede della Misericordia. Il faro fu posizionato nel 1928 e lì rimase fino al 23 luglio del 1944, quando la rocca fu demolita dai tedeschi in ritirata. Il governo tedesco, negli anni ‘50, allorquando la torre veniva ricostruita secondo il progetto degli ingegneri Baldi e Brizzi, donò all’Associazione Reduci di Guerra un nuovo faro da collocare in cima al suo rocchetto più alto, una volta che la costruzione fosse ultimata. Questo manufatto è completamente diverso, nelle fattezze, rispetto all’originale, anche se è costituito, come il faro originario, da tre lampade di colore verde, bianco e rosso. Intorno al 1990, il faro passò dall’Associazione Reduci di Guerra alla Pro Loco di San Miniato. Attualmente è conservato all’interno della ricostruita Torre di Federico II.

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