Le Opere dell’oratorio del Loretino

Le Opere

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Presbiterio

Collocazione specifica: Volta e pareti sinistra e destra

Connotazione culturale:

Le notizie riguardanti il ciclo di affreschi del Loretino sono scarse. Il Piombanti (1864, p. 99) li cita come opere della scuola dei giotteschi. Analogamente il Lotti (1980) si limita a segnalarli dicendoli trecenteschi. Il termine post quem per la datazione dei dipinti è probabilmente il 1399, anno in cui l’oratorio venne destinato a custodire l’immagine del SS. Crocifisso. I caratteri stilistici degli affreschi, vicini a quelli dei seguaci di Agnolo Gaddi, come Pietro di Miniato, Nicolò Gerini e Cenni di Francesco, inducono a datarli al secondo decennio del XV secolo. Nell’anno 1411 compare nelle carte d’archivio del Comune di San Miniato (Arch. Com. S. Min. Vicariato, 1598, c. 4v) il nome del pittore pratese Arrigo di Niccolò, già attivo con Niccolò Gerini in Palazzo Datini a Prato. I giotteschi attivi a Prato fornirono una versione del tardo gotico fiorentino in chiave di narratività popolaresca e accattivante, ricca di particolari di fresca naturalezza e di vivaci gamme cromatiche, i cui riflessi si possono cogliere in alcuni brani degli affreschi del Loretino.

Tipologia: Altare - tabernacolo monumentale

Autore: Bernardo di Niccolò Checcchi, Antonio di Giovanni, Vincenzo Ansaldi, e Tonino di Barnizi

Datazione: 1521-1541 (1521-1541)

Materia e tecnica: legno intagliato, dorato

Dimensioni: cm. 325x480; mensa cm. 117x263x110; zoccolo laterale cm. 156x100

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Presbiterio

Collocazione specifica: Parete di fondo

Connotazione culturale:

L’opera, ricordata dal Mackowsky (1903, p. 222) che la lodò e assegnò la sua decorazione alla tarda scuola fiorentina, è stata attribuita da A. Matteoli (1979, p. 98) all’intagliatore fiorentino Noferi di Antonio di Noferi. Essa venne commissionata dall’Opera del SS. Crocifisso come offerta votiva in seguito alla pestilenza del 1527. Dai libri dell’Opera risulta che nel 1527 venne commissionata la cateratta del tabernacolo, dipinta con un Cristo Risorto da Francesco di Agnolo Lanfranchi detto Spillo (fratello di Andrea Del Sarto), ora conservata nel santuario del SS. Crocifisso. I lavori per la realizzazione del tabernacolo e del suo ornamento e per la sua messa in opera terminarono nel 1541. Precedentemente era giunto il resto della decorazione pittorica, opera di pittori della scuola di Andrea Del Sarto. Il tabernacolo partecipa a pieno titolo delle elaborazioni fiorentine di inizio secolo e si avvicina alle esperienze di Baccio D’Agnolo. Gli studi recenti di Aurora Del Rosso ascrivono, su base documentaria e senza ombra di dubbio, la paternità della progettazione e la responsabilità nella realizzazione del tabernacolo a Bernardo di Niccolò Checchi che si avvalse di numerosi aiuti (scultori intagliatori, doratori ecc.), tutti individuati dai documenti.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete sinistra

Collocazione specifica: registro superiore a sinistra

Connotazione culturale:

Il dipinto doveva raffigurare, nella parte perduta, anche un Annuncio ai Pastori. Di questa scena resta solo l’angelo in alto. L’iconografia dell’opera rimanda a motivi diffusi nella contemporanea pittura fiorentina dell’ambiente di Niccolò di Pietro Gerini e Cenni di Francesco. La resa dei particolari denota la familiarità dell’autore anche con la pittura pistoiese del tardo Trecento.
Le notizie riguardanti il ciclo di affreschi del Loretino sono scarse. Il Piombanti (1864, p. 99) li cita come opere della scuola dei giotteschi. Analogamente il Lotti (1980) si limita a segnalarli dicendoli trecenteschi. Il termine post quem per la datazione dei dipinti è probabilmente il 1399, anno in cui l’oratorio venne destinato a custodire l’immagine del SS. Crocifisso. I caratteri stilistici degli affreschi, vicini a quelli dei seguaci di Agnolo Gaddi, come Pietro di Miniato, Nicolò Gerini e Cenni di Francesco, inducono a datarli al secondo decennio del XV secolo. Nell’anno 1411 compare nelle carte d’archivio del Comune di San Miniato (Arch. Com. S. Min. Vicariato, 1598, c. 4v) il nome del pittore pratese Arrigo di Niccolò, già attivo con Niccolò Gerini in Palazzo Datini a Prato. I giotteschi attivi a Prato fornirono una versione del tardo gotico fiorentino in chiave di narratività popolaresca e accattivante, ricca di particolari di fresca naturalezza e di vivaci gamme cromatiche, i cui riflessi si possono cogliere in alcuni brani degli affreschi del Loretino.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete sinistra

Collocazione specifica: registro superiore a destra

Connotazione culturale:

Le notizie riguardanti il ciclo di affreschi del Loretino sono scarse. Il Piombanti (1864, p. 99) li cita come opere della scuola dei giotteschi. Analogamente il Lotti (1980) si limita a segnalarli dicendoli trecenteschi. Il termine post quem per la datazione dei dipinti è probabilmente il 1399, anno in cui l’oratorio venne destinato a custodire l’immagine del SS. Crocifisso. I caratteri stilistici degli affreschi, vicini a quelli dei seguaci di Agnolo Gaddi, come Pietro di Miniato, Nicolò Gerini e Cenni di Francesco, inducono a datarli al secondo decennio del XV secolo. Nell’anno 1411 compare nelle carte d’archivio del Comune di San Miniato (Arch. Com. S. Min. Vicariato, 1598, c. 4v) il nome del pittore pratese Arrigo di Niccolò, già attivo con Niccolò Gerini in Palazzo Datini a Prato. I giotteschi attivi a Prato fornirono una versione del tardo gotico fiorentino in chiave di narratività popolaresca e accattivante, ricca di particolari di fresca naturalezza e di vivaci gamme cromatiche, i cui riflessi si possono cogliere in alcuni brani degli affreschi del Loretino.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete sinistra

Collocazione specifica: registro inferiore a sinistra

Connotazione culturale:

L’iconografia del dipinto presenta notevoli concordanze con quella della predella di soggetto analogo eseguita da Piero di Miniato nel 1423 per il Ceppo dell’eredità Datini ed ora conservata nella Galleria Comunale di Prato. Simile in particolare la figura del servo che frusta un cavallo, che qui risulta in controparte rispetto al dipinto pratese. Tale figura si riscontra, con lievi varianti, anche nella scena del Trasporto della Vera Crpce a Gerusalemme eseguita da Cenni di Francesco nella chiesa di S. Francesco a Volterra nel 1410. Le figure di animali, poste nel dipinto del Loretino mostrano strette somiglianze con quelle eseguite da Arrigo di Niccolò in una sala di palazzo Datini a Prato nel 1409.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete sinistra

Collocazione specifica: registro inferiore a destra

Connotazione culturale:

L’interpretazione della scena non è sicura. Lo stato di conservazione deldipinto non permette una chiara lettura del tema, tuttavia, l’ipotesi più probabileè che si tratti di una Presentazione di Gesù al Tempio. Il personaggio benedicente potrebbe essere Simeone nell’atto di annunciare il destino di Cristo. Il gruppo di astanti a destra, in un edificio, sembra eseguito con tecnica diversa e in epoca più tarda, forse la seconda metà del Quattrocento. Non è da escludere tuttavia che si tratti di un rifacimento moderno, eseguito per riparare i guasti provocati dall’apertura di una finestra successivamente murata.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete destra

Collocazione specifica: registro superiore a destra

Connotazione culturale:

Le notizie riguardanti il ciclo di affreschi del Loretino sono scarse. Il Piombanti (1864, p. 99) li cita come opere della scuola dei giotteschi. Analogamente il Lotti (1980) si limita a segnalarli dicendoli trecenteschi. Il termine post quem per la datazione dei dipinti è probabilmente il 1399, anno in cui l’oratorio venne destinato a custodire l’immagine del SS. Crocifisso. I caratteri stilistici degli affreschi, vicini a quelli dei seguaci di Agnolo Gaddi, come Pietro di Miniato, Nicolò Gerini e Cenni di Francesco, inducono a datarli al secondo decennio del XV secolo. Nell’anno 1411 compare nelle carte d’archivio del Comune di San Miniato (Arch. Com. S. Min. Vicariato, 1598, c. 4v) il nome del pittore pratese Arrigo di Niccolò, già attivo con Niccolò Gerini in Palazzo Datini a Prato. I giotteschi attivi a Prato fornirono una versione del tardo gotico fiorentino in chiave di narratività popolaresca e accattivante, ricca di particolari di fresca naturalezza e di vivaci gamme cromatiche, i cui riflessi si possono cogliere in alcuni brani degli affreschi del Loretino.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete destra

Collocazione specifica: registro superiore a sinistra

Connotazione culturale:

Le notizie riguardanti il ciclo di affreschi del Loretino sono scarse. Il Piombanti (1864, p. 99) li cita come opere della scuola dei giotteschi. Analogamente il Lotti (1980) si limita a segnalarli dicendoli trecenteschi. Il termine post quem per la datazione dei dipinti è probabilmente il 1399, anno in cui l’oratorio venne destinato a custodire l’immagine del SS. Crocifisso. I caratteri stilistici degli affreschi, vicini a quelli dei seguaci di Agnolo Gaddi, come Pietro di Miniato, Nicolò Gerini e Cenni di Francesco, inducono a datarli al secondo decennio del XV secolo. Nell’anno 1411 compare nelle carte d’archivio del Comune di San Miniato (Arch. Com. S. Min. Vicariato, 1598, c. 4v) il nome del pittore pratese Arrigo di Niccolò, già attivo con Niccolò Gerini in Palazzo Datini a Prato. I giotteschi attivi a Prato fornirono una versione del tardo gotico fiorentino in chiave di narratività popolaresca e accattivante, ricca di particolari di fresca naturalezza e di vivaci gamme cromatiche, i cui riflessi si possono cogliere in alcuni brani degli affreschi del Loretino.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò, scuola giottesca, e Pittura pistoiese degli inizi del XV secolo

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete destra

Collocazione specifica: registro inferiore a sinistra

Connotazione culturale:

La cortina vegetale di sfondo, che rappresenta l’elemento più originale della composizione, sembra riprendere motivi della pittura pistoiese. Stilemi analoghi compaiono negli affreschi di Antonio di Vite in S. Francesco a Pistoia e in Giovanni di Bartolomeo Cristiani. Il precedente comune sia agli affreschi di San Miniato, sia a quelli pistoiesi, può tuttavia essere individuato nei motivi vegetali eseguiti da Niccolò di Pietro Gerini e dai suoi aiuti nella casa del mercante Datini a Prato. Tra questi aiuti vi era anche probabilmente Arrigo di Niccolò. Questi stessi motivi vegetali legano i dipinti del Loretino con quelli eseguiti negli stessi anni e raffiguranti decorazioni araldiche poste nella cosiddetta Sala delle sette Virtù del Palazzo Comunale di San Miniato.

Tipologia: affresco

Autore: Arrigo di Niccolò e scuola giottesca

Datazione: prima metà sec. XV (1399-1425)

Materia e tecnica: Tempera su intonaco

Museo: Museo di Palazzo Comunale e Oratorio del Loretino

Sede: Oratorio del Loretino

Ubicazione: Parete destra

Collocazione specifica: registro inferiore a destra

Connotazione culturale:

L’iconografia della composizione è vicina a quella del dipinto di soggetto analogo eseguito da Niccolò di Pietro Gerini per la Compagnia della Croce di Empoli. Le fisionomie dei personaggi ricordano i modi del pittore pratese Pietro di Miniato, tanto da far ipotizzare un suo possibile intervento nel ciclo del Loretino. Di particolare qualità la figura di Giuda che si distingue per un disegno più accurato e per un’intensità espressiva ignota alle altre figure eseguite in modo piuttosto convenzionale.

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